
Riforme ordinamentali, nuove forme di comunicazione e moderni metodi didattici: le novità ministeriali tracciano un percorso per adeguare apprendimento e insegnamento alle sfide attuali.
Licei, Tecnici quinquennali e filiera quadriennale, si cambia. Dalla bozza delle Nuove Indicazioni Nazionali per i Licei ai Primi orientamenti per la progettazione curricolare nei nuovi Istituti tecnici, fino all'annuncio di Valditara sul cambio di nome degli Istituti tecnici e professionali. Una guida pensata per i docenti, documento per documento, fonte per fonte.
Le Nuove Indicazioni Nazionali per i Licei
Il 22 aprile 2026 si è conclusa la consultazione sulla prima bozza delle Nuove Indicazioni Nazionali per i Licei e a fine giugno è stato espresso il parere del CSPI con le relative osservazioni: l'adozione definitiva è attesa entro l'anno, con entrata in vigore dal 2027/28. Si dirà addio alla Geostoria, con Storia e Geografia di nuovo autonome, mentre l'Intelligenza Artificiale entrerà come contenuto trasversale alle discipline. Un percorso per adeguare apprendimento e insegnamento alle sfide attuali.
La riforma dell'istruzione tecnica
Il “rinnovamento culturale e metodologico” che investirà gli Istituti tecnici quinquennali è descritto nel documento del Ministero dell'Istruzione e del Merito “Primi Orientamenti per la progettazione curricolare”, 27 pagine della Direzione generale per l'istruzione tecnica inviata agli Istituti il 3 settembre.
Quali sono gli obiettivi che il Ministero vuole raggiungere? Intanto, si pensa di allineare la filiera tecnica al modello europeo Tvet. Il Technical Vocational Education and Training è un percorso formativo che porta anche la firma dell'Unesco; si basa su “una visione olistica che va oltre la semplice preparazione e addestramento al lavoro” ma guarda “allo sviluppo integrale della persona”. Due gli assi portanti: digital e green. E due i pilastri: integrazione lavoro/vita e fine dei “vicoli ciechi” tra scuola, lavoro e università garantendo la flessibilità dei percorsi.
I Primi Orientamenti precedono le Linee Guida disciplinari, ma dettano la cornice concettuale: il nuovo corso – viene specificato nel documento – si basa sul “modello educativo Tvet” e guarda a una formazione “porosa, capace di far muovere le persone fluidamente tra scuola, lavoro e istruzione terziaria”. Il documento parla del “modello a T” che supera il tratto verticale legato alla “mera competenza tecnica” e introduce “il tratto orizzontale, ovvero la capacità di leggere sistemi complessi e integrare i saperi”.
Tre le macro-aree del curricolo: istruzione generale nazionale (italiano, storia, matematica, inglese, diritto), area di indirizzo flessibile per le tecnologie emergenti (AI, robotica, cybersicurezza), quota di autonomia co-progettata con le imprese del territorio, che può diventare anche una vera e propria “area territoriale” con percorsi opzionali su misura. Con “Elementi di base”, la vera discontinuità è nel primo biennio: dal primo giorno saranno introdotti i contenuti dell'indirizzo scelto. Il diplomato viene ridefinito “tecnico dell'innovazione: non più esecutore di mansioni, ma professionista capace di gestire la complessità e guidare la transizione digitale e green”.
Parallelamente prosegue la riforma relativa all'attivazione della filiera tecnico-professionale 4+2: un percorso di Scuola secondaria superiore più breve di un anno, con doppio sbocco tra università e ITS Academy. Il Ministero ha reso noto che, per l'anno scolastico 2026/2027, sono stati autorizzati 532 nuovi percorsi quadriennali, con un'adesione particolarmente forte al Sud.
Il ministro Giuseppe Valditara ha annunciato infine che è in preparazione un decreto legge per cambiare nome a Tecnici e Professionali: diventeranno “Licei”. “Credo fermamente – ha spiegato il ministro – che la scuola costituzionale, che mette alla pari tutti i ragazzi, non possa più distinguere tra il Liceo e I'istituto. Saranno tutti chiamati Licei non perché si faccia lo stesso tipo di insegnamento, ma perché hanno tutti pari dignità”.
Una guida per orientarsi
La videointervista alla professoressa Loredana Perla ripercorre visione, continuità e novità delle Indicazioni Nazionali. La pedagogista Loredana Perla è direttrice del For.Psi.Com, il Dipartimento di Scienze della Formazione, Psicologia, Comunicazione, ordinario di Didattica e Pedagogia speciale dell'Università di Bari Aldo Moro, consulente del ministro dell'Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara e coordinatrice della Commissione di studio per l'elaborazione e la formulazione di proposte volte alla revisione delle Indicazioni Nazionali e delle Linee guida del primo e secondo ciclo di istruzione.
Ad affiancarci in questo nuovo viaggio su Hub Scuola ci sarà anche la professoressa Marilena Ferraro, docente di Lettere, animatrice digitale, formatrice e Google Certified Trainer. A lei abbiamo chiesto un doppio intervento. Il primo è dedicato alla cornice pedagogica e normativa delle Indicazioni Nazionali, il secondo all'Intelligenza Artificiale in classe.
Nomi nuovi, nuovi ordinamenti, ma la scuola resta quello che è sempre stata: il lavoro quotidiano di chi la abita. In quest’Area troverete articoli di presentazione e approfondimento della riforma, oltre i link ai documenti ministeriali ufficiali a mano a mano che saranno pubblicati.
A voi docenti, il nostro augurio più sincero per l'anno scolastico appena iniziato.
Indice


